Mark Brusse
“Ginkgo on his mind” – Installazione site-specific di Mark Brusse
Zazà Ramen sake bar & restaurant è lieto di presentare la nuova mostra site-specific firmata dall’artista olandese Mark Brusse, che sarà inaugurata mercoledì 7 maggio 2025. Il progetto si inserisce nella programmazione espositiva del ristorante, che negli ultimi anni ha accolto interventi di artisti internazionali come David Tremlett, Nathalie Du Pasquier e Chung Eun-Mo, trasformando lo spazio in un ambiente in continua metamorfosi visiva e narrativa.
La mostra, dal titolo “Ginkgo on his mind”, sarà accompagnata da un testo critico di Irene Sofia Comi, curatrice e storica dell’arte, che approfondisce il legame poetico e formale tra i paesaggi interiori di Brusse e la forza evocativa delle sue immagini.
Mark Brusse nasce nel 1937 ad Alkmaar, nei Paesi Bassi, e si forma ad Arnhem. Dal 1960 vive e lavora a Parigi, città che diventa il crocevia di importanti incontri: negli anni Sessanta stringe una profonda amicizia con Pierre Restany, teorico del Nouveau Réalisme, e con l’artista giapponese Tetsumi Kudo, tra i principali protagonisti della scena post-avantgarde. Brusse sviluppa una ricerca autonoma, al confine tra astrazione lirica, simbolismo e un immaginario personale alimentato da viaggi, poesia e spiritualità.
Ha vissuto e lavorato a New York (1965–67) e Berlino (1970–71), per poi essere profondamente segnato dai suoi soggiorni in Asia: il primo viaggio a Kijoharu, Giappone nel 1983, i periodi trascorsi in Corea, e infine il ritorno in Giappone nel 1989 a Tokoname, dove si avvicina alla ceramica e al pensiero zen.
Per Zazà Ramen, Brusse realizza due grandi trittici di 150 x 400 cm ciascuno, concepiti per i due muri principali del ristorante. Lontano dalla tradizione del wallpainting, i suoi lavori si basano su una tecnica pittorica originale: la gouache, a contatto con la tela umida, si espande e reagisce in modo spontaneo, creando paesaggi visionari dove la materia liquida diventa linguaggio.
All’ingresso del ristorante – e visibile anche dal marciapiede – si trova l’opera che dà titolo alla mostra: “Ginkgo on his mind” (2025). Le foglie del Ginkgo Biloba, ricorrenti nel lavoro recente dell’artista, rimandano alla simbologia giapponese della longevità e della sopravvivenza. Sei alberi di Ginkgo, ancora oggi viventi, resistettero alle radiazioni della bomba atomica su Hiroshima: sono oggi custodi silenziosi nel giardino Shukkei-en.
Altri due teli con le foglie tipiche a forma di ventaglio del Ginkgo Biloba sono esposti un po’ in alto nel ristorante – Ginkgo Spirit n°1 e Ginkgo Spirit n°2 (2024) – come se le foglie dipinte svolazzassero giù dai teli, leggere e poetiche, insinuandosi nello spazio come frammenti di memoria.
Il secondo trittico, posto sul muro in fondo alla sala, è intitolato “La barque de Li Po” (2025). L’opera è un omaggio alla leggenda del poeta cinese Li Po (Li Bai), vissuto durante la dinastia Tang (701–762), noto per la sua esistenza errante, l’amore per il vino e le poesie dedicate alla luna. Secondo la leggenda, sarebbe morto annegato tentando di abbracciare il riflesso lunare sull’acqua. Un episodio mitico che Brusse trasforma in racconto visivo sospeso tra la bellezza e la malinconia.
A completare l’installazione, sei piccole sculture in ceramica smaltata realizzate tra il 2018 e il 2024 sono esposte nella struttura in ferro alla fine della sala. Creature dai corpi amorfi, piccole divinità pronte a curiosare tra i tavoli del ristorante; presenze curiose, forse venute a gustare un ramen?
