Zazà Ramen 

Non è l’ennesimo ristorante giapponese, ma una sintesi riuscita di due culture, italiana e giapponese, che si incontrano in via Solferino a Milano.

I primi indizi sono nel nome: Zazà è, nella versione italiana di Lupin III, popolarissima serie manga, il simpatico Ispettore Zenigata, che spesso si vede intento a mangiare Ramen. Già questa scelta è metafora, condita con un pizzico di ironia, di un prodotto popolare giapponese proposto al pubblico italiano. Se poi è vero che il Ramen è il piatto più popolare in Giappone, qui, nel cuore di Milano, ne troviamo una versione nobilitata, ma non affatto stravolta, rigorosa nell’impostazione ma attenta agli ingredienti della cultura gastronomica italiana.

Altri indizi sono nel logo, che non riporta alcun elemento dell’iconografia classica giapponese, ma richiama uno stile contemporaneo. Ciotola, spiga di grano, goccia d’acqua: gli elementi base del Ramen qui simboleggiano anche essenzialità, purezza, autenticità… Gli stessi concetti guida che ritroviamo anche nella progettazione degli spazi, che utilizza con semplicità materiali naturali e attualizza, con le regole del design, piccoli dettagli in omaggio alla tradizione giapponese.

Gli ideatori di Zazà Ramen sono uno chef di fama internazionale e una coppia di imprenditori giapponesi che hanno trovato nell’Italia la loro patria d’elezione.

Brendan Becht, nasce in Olanda da una famiglia di collezionisti d’arte contemporanea, inizia giovanissimo la sua carriera a Londra, al Connaught Hotel sotto la guida di Michel Bourdin, quindi si sposta a Parigi dove lavora con Pierre Hermé al Fauchon e poi con Alain Senderens al Lucas Carton, per poi approdare a Milano da Gualtiero Marchesi  prima di specializzarsi in aperture di ristoranti italiani in Giappone. Un forte senso estetico, e una naturale curiosità per la sperimentazione ereditati nella sua formazione culturale e artistica prima e professionale poi, lo vedono creatore dello “sushi italiano”, perfetta sintesi  di profonda conoscenza degli ingredienti regionali italiani, padronanza delle tecniche di lavorazione giapponesi, ricerca continua e colpo d’occhio perfetto. Oggi Brendan, dopo aver girato il mondo in lungo e in largo, all’insegna della cucina più sofisticata, approda a Milano con un’idea di semplicità.
Kevin e Sumika Ageishi, sono imprenditori giapponesi da 20 anni in Italia ad occuparsi di moda.

Insieme, nel novembre 2013, hanno aperto il locale giapponese che ancora non c’era a Milano: niente sushi, sashimi, maki…solo Ramen! Va da sé che la “semplicità” in questo caso diventa una conquista, “sintesi per sottrazione” di due mondi. Il Ramen qui è la tradizione giapponese attualizzata e contestualizzata, un piatto fatto di tre elementi base, declinati in varianti diverse, brodo, pasta fresca e guarnizioni di verdura, carni o frutti di mare. Le versioni Zazà Ramen sono, prima di tutto, più delicate, utilizzano ingredienti di prima scelta e tutte le preparazioni sono realizzate direttamente sul posto.

La progettazione dello spazio, affidato allo studio Vudafieri Saverino Partners rispecchia con originalità la personalità del locale e contribuisce a rafforzarne il messaggio.